L’apprendimento di nuove lingue plasma il cervello e rimodula la percezione della realtà. Cosa accade al cervello quando la lingua imparata è quella degli Dei, ovvero l'antica lingua sanscrita? Ce ne parla il neurologo ed esperto di Ayurveda, dottor Antonio Morandi

(Estratto dell'articolo MENTE SANSCRITA pubblicato sul nr. 64 della rivista Scienza e Conoscenza - Aprile 2018)  

L’apprendimento di una nuova lingua provoca dei cambiamenti sia a livello strutturale del cervello, che nell’elaborazione della percezione della realtà. Quest’ipotesi è stata confermata da molteplici studi.
È stato infatti ampiamente dimostrato come, anche nell’adulto, l’apprendimento di lingue straniere sia accompagnato da un cambiamento strutturale delle regioni del cervello coinvolte nel linguaggio e a un aumento di volume della loro materia grigia. Questi cambiamenti sottendono ovviamente una variazione a livello microstrutturale e cioè dei neuroni, delle cellule gliali e delle loro connessioni sinaptiche. In particolare, è stato osservato che proprio l’ippocampo e aree del lobo temporale sinistro sono strutture che si sono rivelate importanti per l’apprendimento di una nuova lingua. Come già accennato, l’ippocampo è cruciale per la formazione delle memorie a breve ed a lungo termine, ma è anche noto come quella struttura principalmente affetta nella malattia di Alzheimer. A tal riguardo è interessante notare che le persone bilingue tendono ad avere un inizio ritardato della malattia di Alzheimer rispetto alle persone monolingue. Come se l’aumento di volume dell’ippocampo indotto dal bilinguismo svolgesse un ruolo protettivo, forse di buffer, nei confronti della neurodegenerazione.

Cervello e cuore, la modernità dell’Āyurveda

(Articolo del dr. Antonio Morandi  pubblicato nella Rubrica di Medicina Ayurvedica di Medicina Integrata il 1 Febbraio 2018)  

La funzione del sangue e il suo flusso erano cose ben note agli antichi sapienti ayurvedici, ben prima della dimostrazione di Harvey nel 1628 (1,2,3).

Il flusso del sangue e la funzione di pompaggio del cuore sono chiaramente menzionati sia nell’Atharva Veda (4), uno dei quattro Veda, gli antichi testi sapienziali vedici risalenti al II millennio a.C., che nei principali testi classici ayurvedici (5). La parola stessa “Hṛdaya” che in sanscrito definisce il cuore, ha un’etimologia che ne descrive chiaramente la funzione.

Alzheimer: affrontarlo con la medicina non convenzionale. L'esempio dell’Ayurveda

Terapia multidimensionale e grande attenzione alle relazioni interne ed esterne per la salute del malato: ce ne parla il dottor Antonio Morandi

(Estratto dell'intervista di Valerio Pignatta al dr. Antonio Morandi pubblicata sul nr. 61 Luglio 2017 della rivista Scienza e Conoscenza)  

Il punto fondamentale, quando si parla di medicina convenzionale e di medicine tradizionali, non convenzionali e integrate, è che mentre la realtà è una sola, esistono infiniti modi di osservarla e studiarla, e ognuno di essi coprirà solo una parte. Secondo il dottor Antonio Morandi, neurologo e medico ayurvedico:«La collaborazione fra i diversi sistemi di conoscenza porta a un aumento delle possibilità di descrizione dei fenomeni e quindi a una maggiore comprensione. Questo è un punto molto delicato e attualmente fonte di considerevole confusione. L’integrazione deve essere intesa come collaborazione non come fusione fra i sistemi. Una fusione porta a una perdita dei riferimenti epistemologici dei singoli sistemi o al massimo al prevalere di uno sull’altro. In entrambi i casi non si pongono le condizioni per il cambiamento di paradigma che è alla base di ogni grande scoperta scientifica»

Dr. Paolo Passarello - Dr. Antonio Morandi

Pubblicato su Il Bassini
RIVISTA MEDICO-SCIENTIFICA DEL PRESIDIO OSPEDALIERO “E. BASSINI”

Il reale obiettivo di questo lavoro punta a dimostrare, con la citazione di una serie di risultati pubblicati, che esistono evidenti e significativi studi sulla cura di alcune patologie croniche con l’uso di prodotti erboristici, con effetti colla- terali modesti e con costi decisamente bassi, secondo il dettato della Medicina Ayurvedica. Le potenzialità di que- sta medicina possono essere evidenziate con criteri scien- tifici e misurabili che devono considerare la complessità e la peculiarità dell’approccio ayurvedico.

dr.Antonio Morandi (2014)

Secondo l'Ayurveda il buon funzionamento della digestione e dell'eliminazione sono fondamentali per la salute e la bocca è il primo luogo dove passa il cibo quando entra nel corpo. Inoltre, attraverso la bocca passa anche l’aria che respiriamo e le parole che diciamo e quindi l’importanza della bocca nella vita e nella comunicazione è primaria.
Inoltre la bocca è sede del gusto un organo di senso e l’Ayurveda considera gli organi di senso come fondamentali canali di collegamento e comunicazione con il mondo esterno.

Medicina Naturale, aprile 2014 pp 52-56
a cura di dr.Antonio Morandi, Carmen Tosto

In India sin dal lontano periodo Vedico (I-II millennio a.C.) la cura degli occhi è sempre stato un argomento molto importante ed alcune pratiche, come per esempio Anjana, (ovvero applicazione di paste medicamentose a livello della congiuntiva) è citata nell’Atharva Veda, uno dei Veda in cui sono racchiuse le prime conoscenze documentate)relative alla pratica medica di quel periodo. Infatti, la pratica dell’Anjana per scopi sia curativi che estetici era già conosciuta e comunemente applicata durante il periodo della civiltà della Valle dll’Indo. La medicina Vedica si è poi nel tempo evoluta e sistematizzata in ciò che oggi conosciamo come medicina Ayurvedica dove la branca oculistica è entrata a far parte della sezione che riguarda la chirurgia della regione sopraclavicolare.

Natura e Benessere n.27 – pag. 49/52 (2008)
a cura di: dr.Antonio Morandi, Carmen Tosto

Novembre 2007 – Palakkad Kerala -
Oltre il cancello, in fondo al sentiero s’intravede una grande ed antica casa, è dipinta di azzurro e costruita nel tipico stile keralese. Tutto intorno grandi alberi e vegetazione all’apparenza confusa e prepotente che sembra quasi voler entrare da porte e finestre.
All’ingresso sopra la porta di casa vi è un’immagine di Garuda (l’uccello celeste veicolo o vahana del Dio Supremo Vishnu); è rappresentato con le ali, braccia umane, zampe di avvoltoio ed un naso ricurvo simile ad un becco.
Garuda (dalla radice gri=ingoiare) è conosciuto come “Colui che divora i serpenti” o anche “Colui che uccide i naga, ovvero i serpenti”.

Natura e Benessere n.23 – pag. 56/60 (2007)
a cura di: dr.Antonio Morandi

L’importanza dell’interazione psicologica fra medico e paziente e il gioco fra cognizione, emozioni e comportamento è molto ben descritto nell’approccio medico ayurvedico. La consapevolezza della necessità terapeutica di questa modalità venne molto tempo prima della psicanalisi occidentale, e definisce profondamente le nostre metodologie psicoterapiche. 

La relazione con il paziente secondo l’Ayurveda, è molto vicina nei suoi modi alla psicoterapia moderna; entrambe le visioni presumono che lo squilibrio di un paziente derivi dalla distorsione o errore delle percezioni sensoriali e/o dalla loro integrazione ed elaborazione a livello centrale, risultando quindi in un’errata comprensione e condivisione della realtà.

CULTURA

Eventi, Conferenze e Seminari per entrare in contatto con la cultura e il sistema di conoscenza indiano

FORMAZIONE

Percorsi educativi e formativi in Ayurveda e discipline collegate con i docenti più autorevoli a livello internazionale

RICERCA

Gli studi clinici e le ricerche più innovative e rivoluzionarie nell’ottica della “Collaborative Medicine and Science”

MEDIA

Cosa dicono di Ayurvedic Point e dell’Ayurveda in Italia e nel Mondo. Articoli, Foto, Video, Audio

SPAZI PER CORSI,
SEMINARI, EVENTI

Ayurvedic Point offre Spazi per Corsi, Seminari, Eventi

Un nuovo spazio per i tuoi eventi a Milano, sale organizzate per corsi settimanali, seminari, conferenze, incontri, stage...