107 Marman

107 Marman | Glossario Ayurvedico - Ayurvedic Point©, Milano

Il termine marman è molto antico, dal momento che è presente negli inni del Ṛgveda (1.500-500 a.C).

I grammatici lo fanno derivare dal tema √mṛ, “morire”, mediante l’apposizione del suffisso primario manIN.
Il significato letterale di marman è “letale”, “fatale”.

Negli inni del Ṛgveda il termine marman è impiegato sette volte e designa tutti i punti del corpo che, se colpiti in combattimento, conducono alla morte.

Nel Ṛgveda, dunque, il termine marman è impiegato con una connotazione bellica e designa i punti vulnerabili che vanno rispettivamente protetti o colpiti.

Nel Nirukta di Yaska, il testo antico che studia i termini vedici e ne ricerca l’origine, si trova la prima menzione del numero dei marman del corpo, destinato a divenire canonico:

Saptasataṃ puruṣasya marmāṇi teṣv enā dadhatīva

Nell’essere umano i punti vulnerabili (marman) sono centosette e su quelli sono applicate le erbe medicinali (oṣadhi). 

(NI.9.28.14.7)

Il numero 107 è un numero ideologico che riveste una grande importanza simbolica. Esso va considerato come la somma di 100 + 7: 100 esprime l’idea di pluralità mentre 7 è un numero sacro, collegato in modo particolare con la dimensione rituale. 

Il numero 7 esprime la totalità dello spazio universale perché risulta dalla somma di 3+4; tre sono i mondi verticali (terra, cielo e paradiso), mentre quattro sono le direzioni dello spazio orizzontale (nord, est, sud e ovest). 

L’impiego del numero 107, probabilmente, sottolinea la corrispondenza tra il corpo umano e il macrocosmo, del quale il primo rappresenta una sorta di versione in miniatura.

Autore
Author: jole

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